lunedì 9 maggio 2011

The African shepherd | Moses Zerai

http://www.maltatoday.com.mt/news/the-african-shepherd-moses-zerai

Moses Zerai founded a refugee coordination agency called Habeshia, which operates from within Vatican walls.
Fr Moses Zerai, founder and coordinator of Eritrean refugee agency Habeshia, spends his time tracing lost relatives of migrants who never arrived to their destinations. He also lobbies with governments to intervene, rescue or protect migrants trapped in situations between life and death.

Stranded in a country torn apart by a raging civil war, hundreds of Sub-Saharan migrants remain abandoned to an uncertain fate by the international community.

venerdì 6 maggio 2011

Italia: Se temiamo i profughi più della guerra

Detail-libia immigrazione
di Roberta Pizzolante | Pubblicato il 06 Maggio 2011 15:09

Sulla sponda sud del Mediterraneo è in atto quella che molti definiscono “la primavera del mondo arabo”. Come in un effetto domino, l’impatto delle guerre e delle rivoluzioni nei paesi del Nord Africa si sta facendo sentire negli altri paesi. Come rispondono l’Europa e l’Italia? Stando ai messaggi dei politici e agli umori della gente sembra regnare un clima di paura e di chiusura. Più che la complessità della situazione geo-politica, a preoccupare è soprattutto la questione immigrazione. Quanti profughi dovranno ancora arrivare? Come possiamo tenerli lontani? Se bombardiamo la Libia, arriveranno in massa? L’allarme è però eccessivo. Con questo aggettivo lo ha definito Laurens Jolles, rappresentante per l’Italia dell’Alto Commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr), nel corso di un incontro organizzato da Link2007 a Roma.

Malta: Asylum seekers fear for health of women, children inside Hal Far hangar

 [SLIDESHOW]


Rows of tents occupy the hangar at Hal Far open centre for refugees
The old airplane hangar at Hal Far is serving as an open centre for asylum seekers, but residents say it's dangerous, as squalid conditions make it especially threatening for children as young as four months old.

martedì 3 maggio 2011

Contatti con gli ostaggi del Sinai



Ieri mattina ho parlato con alcuni degli ostaggi nel Sinai, si tratta di un gruppo di 14 persone tra cui i 3 bambini. Le cose non sono cambiate anzi, ora ci sono due persone paralizzate e uno con dei gravi problemi psichici causati dalle continue scariche elettriche ricevute.
Ho parlato anche con un altro gruppo formato da 4 persone, una delle quali lotta tra la vita e la morte per un'emorragia celebrale causata dalle percosse ricevute.
Le istituzioni egiziane sono immobili su queste situazioni e non sembrano minimamente interessate ad intervenire per la liberazione degli ostaggi. L'Europa non fa alcuna pressione sulla giunta militare al potere in Egitto; quindi ci troviamo ancora in una situazione di completo stallo.
Non mi stanco di fare appello al Parlamento Europeo perché eserciti una forte e dovuta pressione sul governo egiziano, affinché intervenga per la liberazione di tutti gli ostaggi e perché lotti con serietà e fermezza contro questo traffico di esseri umani. 


don Mussie Zerai
Presidente dell'Agenzia Habeshia
per la Cooperazione allo Sviluppo
Tel. +39.3384424202
E-mail: agenzia_habeshia@yahoo.it
http://habeshia.blogspot.com

lunedì 2 maggio 2011

La Romania aiuta l'UNHCR a evacuare rifugiati eritrei dalla Libia


Timisoara, 27 aprile 2011. Un contingente di 29 rifugiati eritrei provenienti dal campo profughi di Shousha in Tunisia ha raggiunto  durante la mattinata del 20 aprile scorso il Centro di Transito di Emergenza (ETC) di Timisoara, nella Romania occidentale. L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati ha realizzato l'operazione di trasferiento umanitario in collaborazione con il governo romeno e l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni. I profughi saranno ora accolti presso il Centro di Transito di Emergenza per un periodo massimo di sei mesi, mentre saranno definite le sedi europee e non in cui essi saranno accolti con concessione di asilo politico. I migranti eritrei hanno testimoniato riguardo alla durissima detenzione e alle torture che hanno subito nella Libia di Gheddafi, dopo essere fuggiti dall'Eritrea in quanto perseguitati per la loro posizione di obiettori di coscienza. Alcuni di loro sono stati respinti dal governo italiano, mentre cercavano di raggiungere Lampedusa. Le testimonianze dei profughi riguardano anche numerosi episodi di abusi, stupri, maltrattamenti, sevizie e anche di omicidi che hanno colpito le famiglie eitree e subsahariane in Libia, dopo l'inizio della rivoluzione. Tali atrocità sarebbero state commesse sia dai lealisti che dai ribelli, mentre un diffuso clima di persecuzione razziale si sarebbe diffuso nell'attuale Libia, causando morti violente, aggressioni, espropri e saccheggi nei confronti di subsahariani, tacciati pretestuosamente di essere mercenari di Gheddafi dai ribelli, traditori dai lealisti. Centinaia di eritrei, etiopi, sudanesi, ivoriani e altri cittadini subsahariani sono scomparsi nel nulla, mentre alcuni campi profughi, come quello di Shousha, ne hanno accolti numerosi gruppi, sotto l'egida dell'UNHCR. Si stima che almeno 600 mila profughi abbiano raggiunto la Tunisia, l'Egitto e il Niger fuggendo dalla Libia. La Romania ha già collaborato negli anni scorsi con le Nazioni Unite, ospitando centinaia di profughi subsahariani che successivamente sono stati accolti dal Canada, dal Regno Unito, dai Paesi scandinavi, dall'Olanda e dall'Australia. 

Gruppo EveryOne
+39 331 3585406 :: +39 393 4010237 

Egyptian Soldier Injured in Clashes With Smugglers

Monday, 2 May 2011

An Egyptian soldier was injured near the Israeli border on Sunday during clashes with smugglers, security sources said.
Husam Mustafa, 22, was guarding a 12-kilometer stretch of the border south of Kerem Shalom, when he saw a group trying to breach the border.
Security sources said smugglers were trying to enter Israel with undocumented migrants and drugs.
Clashes broke out between soldiers and the group, and Mustafa sustained gunshot wounds to his head, security officials said.
The soldier was transferred to the Rafah Hospital for treatment. The group of smugglers and migrants escaped into Egyptian territory, sources added.
http://www.turkishweekly.net/news/114813/egyptian-soldier-injured-in-clashes-with-smugglers.html

La Norvegia accoglie 90 rifugiati subsahariani


Oslo, 30 aprile 2011. La campagna per il trasferimento umanitario dei profughi africani nell'Unione europea, promossa da una rete di ong (fra le quali il Gruppo EveryOne e l'Agenzia Habeshia) e fatta propria dall'eurodeputato Rui Tavares, Rapporteur sul Programma di Reinsediamento dei profughi nell'Unione europea, continua a offrire importanti risultati. Dopo la Romania, è ora la Norvegia ad accettare di accogliere un contingente di 90 profughi eritrei e di altre nazioni subsahariane, che hanno lasciato le coste libiche e sono sbarcati a Malta. Fin dallo sbarco, la rete di organizzazioni umanitarie ha chiesto al governo maltese di non deportare i rifugiati, essendo protetti in base alla Convenzione di Ginevra, ma di attendere l'inizio - già promesso dall'onorevole Tavares - del piano di reinsediamento. E' stato inoltre fondamentale, per evitare il dramma di un rimpatrio forzato, il ruolo dell'UNHCR. "Malta è un piccolo stato," ha commentato il segretario di Stato norvegese Pål K. Lønseth, "e non si poteva pretendere che si facesse carico di tutti gli sbarchi. Ecco perché la Norvegia ha accolto questi rifugiati e non esclude di accoglierne altri".